La Montagna Morta della Vita edito da HYPNOS – Prefazione di Juan Asensio – Postfazione di Michele Mari – Traduzione di Elena Furlan

Questo romanzo mitico di Michel Bernanos è una sintesi sconcertante di diversi generi letterari che trascende.

Il lettore viene portato a bordo di una nave pirata in mezzo al mare, che alla fine rimane bloccata per un periodo interminabile nel bel mezzo del nulla. Il protagonista è un giovane marinaio perso nel mezzo di un vero e proprio incubo quando l’equipaggio, devastato dalla fame e dall’alcool, inizia a guardarsi in modo angosciante.

Continuiamo con una tempesta monumentale, dando vita a un ciclone spaventoso che inghiotte gli ultimi sopravvissuti come se gli inferi li stessero accogliendo. Dalla gola infernale emergono due naufraghi: il giovane marinaio che ci racconta la sua avventura e un vecchio che lo ha protetto.

Ben presto si arenano su un litorale popolato da uomini statuari in mezzo a una fitta vegetazione, tutti situati ai piedi di una montagna di un colore rosso sangue schiacciante e letteralmente personificata. Trasportati da un’unica, misera speranza, partono per scalare questo masso roccioso che li osserva e sembra avere una vita propria.

Questa ascesa sarà il culmine di questo libro che lascia la realtà per proiettarci in un altro mondo.

Michel scrisse La Montagne Morte de la Vie in soli 19 giorni. Alla luce del suo percorso di vita, è innegabile il legame con le ferite dell’anima del dopoguerra.


« Michel Bernanos scrive più come un pittore che come un filosofo. La sua fantasia ha una realtà visiva e colorata estremamente forte. Anche i suoni sono molto importanti. I sensi sono dilatati: come sotto l’effetto di una droga misteriosa, i suoni e le luci raggiungono intensità elevatissime, gli odori sono insopportabili, il contatto con la natura è estremamente percepibile. In questo libro, pubblicato postumo, Michel Bernanos rivela un nuovo scrittore. » Bompiani, Italia